La bussola finanziaria

diversità di veduteAgli esperti delle case d’investimento piacciono ancora le azioni, poiché i prezzi di molti titoli obbligazionari sono troppo cari e hanno margini di crescita limitati. Il ragionamento dei gestori, a grandi linee, è più o meno questo: visto che sui mercati c’è molta liquidità a disposizione, grazie anche alle politiche accomodanti delle banche centrali, nei prossimi mesi (e nei prossimi anni) molti investitori continueranno a puntare sulle azioni, che sono scambiate a un valore relativamente più conveniente rispetto ai bond.

“Parecchie obbligazioni a tasso fisso, in particolare quelle emesse da società private, oggi garantiscono un rendimento al netto dell’inflazione molto basso, cioè non superiore all’1% annuo o addirittura negativo”, inoltre, ci sono dei titoli azionari, per esempio quelli del settore farmaceutico o del comparto alimentare come Nestlé, le cui azioni offrono invece una remunerazione sotto forma di dividendi superiore di almeno 2 o 3 punti percentuali, rispetto al rendimento dei bond collocati dalle stesse società. Per questo, secondo i gestori, il settore azionario è interessante.

Grande interesse suscitano ancora le azioni ad elevato dividendo, che hanno buone chance di rimanere appetibili sul mercato, non bisogna però trascurare i titoli ciclici, come quelli del comparto industriale, che possono beneficiare in futuro dell’arrivo della ripresa economica.

LE INCOGNITE PER I MERCATI

Un punto interrogativo riguarda invece l’andamento del prezzo dell’oro, nella prima parte dell’anno, a dispetto delle previsioni di molti esperti, le quotazioni del metallo giallo hanno subito un tonfo, scendendo da 1.600 dollari all’oncia fino ai circa 1.400 dollari attuali. Esperti del settore non escludono che il prezioso metallo, spesso utilizzato come bene rifugio possa registrare un ulteriore ribasso fino a 1.000 dollari, che potrebbe interrompersi soltanto se riprenderanno gli acquisti di oro sui mercati emergenti come la Cina e l’India. Nel breve periodo  il metallo giallo non dovrebbe brillare molto, più lusinghiera è la previsione di medio e lungo termine, l’oro resta comunque un’alternativa irrinunciabile, soprattutto per chi non si fida di questa euforia delle borse che, se confrontata con i dati poco esaltanti dell’economia reale, fa pensare davvero al ritorno di una bolla speculativa.

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